Giornalista : E lei pensa che quando fa un film come questo, questo è un film militante o no?

Pasolini : Sì, è un film militante, perché il problema dell’antico capitalismo e del nuovo capitalismo, è un problema di attualità. Ma la forma non è militante. È probabile che i giovani studenti italiani non ameranno molto il film, perché non ha l’aria della lotta pratica, della lotta nelle barricate. La forma è molto distanziata, molto cristallizzata.

Il messaggio o il senso del film, è che la società non divora solamente i giovani disobbedienti, come Pierre Clémenti, ma anche i giovani che non sono né disobbedienti né obbedienti, ovvero misteriosi, anormali e indecifrabili, come Jean Pierre Léaud.

Giornalista : In che modo, crede, il pubblico accetterà questo film?

Pasolini : Eh, non lo so. Non è un mio problema, è il problema del produttore e del distributore. Per me il pubblico è sempre molto intelligente, molto colto e comprende tutto, secondo me.
Non posso credere al fatto che il pubblico non comprenda.

Intervista rilasciata da Pasolini a Parigi per il film 'Porcile'.INA Francia.

Porcile (1969)

Pier Paolo Pasolini. Etna, Sicilia © Salvatore Tomarchio

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