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27-31 ottobre 1975. Il soggiorno svedese di Pier Paolo Pasolini


Pier Paolo Pasolini con Ninetto Davoli nel Filminstitutet di Stoccolma il 29 ottobre 1975 © B.Battal/Riproduzione riservata


Stoccolma [sic] - albergo Diplomat - una notte stranamente tiepida (di diciotto anni dopo), con le spalle al mare - con a destra l’istituto e l’Istitutet [sic] - con a sinistra la vecchia Stan, fredda - con nella cornea gli accademici al Ristorante - con nelle orecchie i fonemi di una lingua che interroga sapendo di non sapersi rispondere ... con nel cuore il filo di una vita (mia) che non mi interessa più. 30 ottobre 1975



Così scriveva Pier Paolo Pasolini nella dedica del suo libro “Le ceneri di Gramsci” al traduttore svedese Tom Johannesson (pubblicata in quelli giorni nella casa editrice di René Coeckelbergh) Il giorno dopo, il 31 ottobre, Pasolini tornava a Roma passando mezza giornata a Parigi, lavorando nel doppiaggio di “Salò” e concedendo la ben nota intervista a Philippe Bouvard (“Dix de Der” – Antenne 2).


Pasolini era stato in Stoccolma dal 27 ottobre per partecipare alla retrospettiva organizzata da Lucia Pallavicini nell’Istituto Italiano di Cultura. L’ospite d’onore - secondo Pallavicini - avrebbe ottenuto il prossimo Nobel, perciò gli incontri da lei organizzati durante il soggiorno svedese del poeta si sono rivolti ai personaggi chiave dell’Accademia di Svezia (tra i quali risalgono quelli con Ulla-Britt Edberg, critico teatrale e musicale, Anna-Lena Wibom, direttore del Filminstitutet oppure Bengt Holmquist, critico letterari).


Il calendario di Pasolini in Stoccolma aveva come evento principale la ritrospettiva del suo cinema nello Svenka Filminstitutet. Il 28 ottobre Pasolini, con Ninetto Davoli, arrivò al Filminstitutet per un appuntamento pranzo con Wibom e Holmquist. L’Istituto Italiano dedicò la serata a Pasolini scrittore, egli potè rispondere alle domande poste dal pubblico. Nel 1975 sebbene la sua carriera letteraria fosse ormai in un’altra tappa, le domande giravano attorno al Pasolini delle Ceneri. Soltanto con Lundgren parlò del suo nuovo romanzo “Petrolio”, sottolineando il carattere politico del libro.


Il giorno dopo si proiettarono “Uccellacci e uccelini” ed “Edipo re” , una volta che le proiezioni finirono Pasolini cominciò il suo dibattito con il pubblico. Il 30 dopo essere stato con Ninetto e Coeckelbergh nell’isola di Djurgården, una sessantina di studenti di cinematografia e di storia all’Università di Stoccolma ascoltarono Pasolini nel Filminstitutet. Il professore Carl-Johan Malmberg organizzò l’incontro in cui il regista parló della sua ultima opera cinematografica, e di altri aspetti teorici e pratici della sua produzione cinematografica.


Nella sera, la associazione svedese dei critici cinematografici accolse Pasolini, poi nel famoso ristorante Gyldene Freden gli anfitrioni svedesi offrirono una cena al poeta. Johanesson dichiarò più tardi che Pasolini rivelava una forte amarezza per il mutamento politico e antropologico dell’italia e per le frequenti minacce ricevute.


Dopo cena Pasolini tornò al Diplomat, con Johannesson chiachierò sulle “Ceneri di Gramsci”. Dopo averlo ringraziato d’essergli stato vicino come traduttore e della squisita compagnia, gli regalò un volume di poesie con la dedica scritta nell’inizio di questa cronaca.


Tratto dal libro Pasolini. Requiem di Barth David Schwartz (1992)
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