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Cher Pasolini-Caro Godard


Da sinistra Bernardo Bertolucci, Jean-Luc Godard e Pier Paolo Pasolini a Roma nel 1967 © Reporters Associati/Archivi/Mondadori Portfolio/Riproduzione riservata

27 septembre 1967

Cher Pasolini,

Je suis bien triste de ce que votre aimé [sic, Laura Betti] m'a dit il y a quelques jours au téléphone: qu'Oedipe roi était mal accueilli en Italie, et que Bini avait failli perdre courage.

Soyez sûr en tous cas que je n'ai fait aucune déclaration à aucun journal italien sur votre film. Si j'en avais fait une, elle aurait été la suivant: si jái été un peu deçu en voyant ce film pour la première fois, c'était que je me croyais en avance sur lui; en fait, Oedipe était parti derrière moi de loin, de profond; et maintenant je sens qu'il me depasse [sic] lentement, piloté par l'esprit joyeux de Nineto [sic], qu'il est déjà loin devant moi, se rendant au bal costumé de l'histoire, retrouver Marx, Freud et Toto [sic].

Camarade et ami, je vous écris aussi pour vous dire que je pense venir à Rome vers le 10 octobre pour parler de Vangelo 70 [Amore e rabbia [Godard: L'amore, Pasolini: La sequenza del fiore di carta]. Et je vous écris aussi pour vous parler d'une amie de Léaud, d'Anne [Wiazemsky] et de loi [sic], Marilou Parolini, italienne et photographe, qui a fait les photos de tous me [sic] films et rêve (il sogno di una cosa) de revenir travailler en Italie. Et je vous écris encore pour vous demander de la part d'Anne si vous connaissez plus précisement les dates de votre tournage car elle doit travailler en novembre avec M. Cournot sur son film.

À bientôt, cher Pasolini,

Jean Luc Godard.


Lettera di Godard a Pasolini conservata nell'Archivio Pasolini e pubblicata nel catalogo della mostra Pasolini. Palabra de corsario (2005) CBA-Madrid/Riproduzione riservata


A Jean-Luc Godard - Parigi


[Roma, ottobre 1967]


Caro Godard,


grazie della sua lettera, e grazie anche da parte di Ninetto.


Quanto all'aggressione telefonica della mia moglie non carnale (Laura Betti), capisco come le sia riuscita traumatica: ma sia ben chiaro che io non ho prestato alcuna fede ai giornalisti, perché li conosco troppo bene, ed è stato quindi per me un affare senza importanza. Inesatta come tutte le mogli non carnali ma passionali, la Betti le ha dato anche notizie sbagliate sulla fortuna dell'Edipo in Italia, che invece marcia benissimo, come mai nessuno finora dei miei film.


La Chinoise è bellissima, opera di un santo, magari di una religione discutibile e perversa, ma sempre religione.


Quanto alla Parolini, farò di tutto di averla come fotografa di Teorema (finora ho avuto sempre fotografi di scena pessimi).


Non so ancora le date di Teorema, quindi non posso dire ancora nulla per Anne (Wiazemsky): ma subordinerò le mie date alle sue (e così per J.P. Léaud).


La cosa più importante, per ora, è la sua presenza qui per il giorno 20 Ottobre (quindi dovrebbe arrivare almeno entro il 19). Curerò io infatti i titoli di testa del Vangelo '70, e ho pensato di farli sotto forma di una riunione in una sala di televisione (con un gran Cristo in croce, sacrilego, sul tavolo) dei registi del film, ognuno di essi dovrebbe dire i titoli di testa del proprio episodio, con una brevissima introduzione esplicativa (Perché il Padre del figliol prodigo è il PC? ecc. ).


Il giorno 20 è l'unico in cui tutti noi siamo a disposizione. Quindi lei dovrebbe cercare a tutti i costi di essere qui a Roma.


I più affettuosi saluti e i più affettuosi auguri per Weekend, suo.


Lettera di Pasolini a Godard. Pubblicata nel volume Pasolini. Lettere (1955-1975) pp.659-630
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