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Pier Paolo Pasolini, al di là dell'icona pop.

Aggiornato il: mar 11


"La Verità non è dicibile è Nefas, Fas la Verità dicibile, questo dicono gli Autori. Nel mondo vigono solo Verità non dicibili* naturalmente scritte con V maiuscola non potendosi parlare la Verità, si fanno chiacchiere, come va, bel tempo, un po' freschetto, lo so che queste acque artificiali sono un po' sporche". [...]

* Mondo nefasto!


"I filosofi non mi interessano affatto se non per certi brani poetici. […] L’unica filosofia che io senta moltissimo vicina a me è l’esistenzialismo, con il suo poetico (e ancora vicinissimo a me) concetto di “angoscia”, e la sua identificazione esistenza-filosofia".

"La contestazione dell'arrabbiato è interna al sistema, per la modifica del sistema ma perché esso viva. Il rivoluzionario invece lo nega sul piano del reale e gli contrappone una sua prospettiva utopistica. [...] Spesso il rivoluzionario dopo aver distrutto la società costituita eccede nella ricostruzione, vuole che abbia tutti gli attributi, ci riporta anche il moralismo e il perbenismo borghesi. Al punto che l'arrabbiato, a volte, incide più profondamente che il rivoluzionario. Però una cosa è chiara: l'arrabbiato può non essere, quasi sempre non è un rivoluzionario, mentre il rivoluzionario è sempre un arrabbiato".

"L’Italia è un corpo stupendo, ma dovunque lo tocchi o lo guardi, vedi, attorcigliate, le spire viscide e nere di un serpente, l’altra Italia".

Pier Paolo Pasolini, da diverse interviste.
Pier Paolo Pasolini immortalato da Richard Avedon nella sua visita a New York, 24 settembre, 1966 © The Richard Avedon Foundation/ Riproduzione riservata

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