
Nella periferia romana nasce il film di Pasolini, Accattone, una vicenda dolorosa realizzata dal vero e con interpreti presi dalla vita. Alberto Moravia spettatore delle riprese – Un’impresa cinematografica in economia
Al Pigneto c’è un’animazione insolita: da pochi giorni una piccola troupe cinematografica si è accampata nei pressi di via Fanfulla da Lodi, a Roma, e richiama su di sé l’attenzione dei passanti. Si gira Accattone, il film che rappresenta per lo scrittore Pier Paolo Pasolini l’esordio nella regia.
La macchina da presa, una semplice Arriflex, di quelle che usano gli operatori per filmare le cine-attualità, è montata su un cavalletto, in un angolo di una caratteristica osteria periferica. Sergio Citti, un ragazzo che non ha mai recitato in vita sua, esegue una scena di particolare intensità drammatica. Il suo volto, duro ed espressivo, è percorso dalle lacrime; vi si legge uno sforzo di concentrazione emotiva che colpisce a prima vista: forse ci troviamo di fronte a uno di quegli attori istintivi che, se colti, potrebbero aumentare le magre riserve della nostra cinematografia.
Attorno al campo visivo non ci sono grossi riflettori né grovigli di cavi elettrici: da qualche praticabile pendono solamente grappoli di lampade da studio fotografico. Un solo gruppo elettrogeno ronza poco distante, mentre, a pochi metri dalla camera, sul nastro di un magnetofono portatile viene incisa la colonna sonora del film.
Incontro con lo scrittore diventato regista, intervista dal set di Accattone, di M. ARGENTIERI, pubblicato su «L'Unità» 6 aprile 1961, p.16.
Accattone (1961)
Titolo originale: Accattone
Paese di produzione: Italia
Anno: 1961
Durata: 116 min
Colore: B/N
Audio: sonoro
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini (con la collaborazione di Sergio Citti)
Casa di produzione: Cino Del Duca
Distribuzione (Italia): Cino Del Duca
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musiche: Johann Sebastian Bach (brani da la Passione secondo Matteo)
Riconoscimenti:
Nastri d'argento 1962: miglior produttore (Alfredo Bini)
Laceno d'oro 1962: migliore attore (Franco Citti)
Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary 1962: Primo premio per la regia
Nomination BAFTA al miglior attore protagonista straniero a Franco Citti 1963
©️ Compass Film Srl/Tutti i diritti riservati
Locations
Via Fanfulla da Lodi, Roma (Italia)
Via del Gordiani, Roma (Italia)
Ponte Testaccio, Roma (Italia)
Via Portuense, Roma (Italia)
Ponte Sant'Angelo, Roma (Italia)
Via Ettore Giovenale, Roma (Italia)

Federico Fellini visita il set di Accattone © Tazio Secchiaroli / David Secchiaroli

Fellini visita il set di Accattone. Foto diTazio Secchiaroli

Pier Paolo Pasolini e Franco Citti sul set di Accattone © Angelo Pennoni / Reporters Associati srl

Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone © Archivio Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone © Angelo Pennoni / Reporters Associati srl

Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone © Reporters Associati srl

Titoli di testa del film Accattone (1961) Pasolini

Franco Citti in un fotogramma del film Accattone (1961) Pasolini

Fotogramma del film Accattone (1961) Pasolini

Paola Guidi in un fotogramma del film Accattone (1961) Pasolini

Fotogramma del film Accattone (1961) Pasolini

Franca Pasut in un fotogramma del film Accattone (1961) Pasolini
Fotogrammi

Franco e Sergio Citti insieme a Pier Paolo Pasolini durante la lavorazione del film 'Accattone' (1961)
© Reporters Associati & Archivi/Mondadori Portfolio. Riproduzione riservata
- Come conoscesti Pasolini?
- Fu trent'anni fa, momento in cui in Italia c'era molta miseria; mio fratello Sergio ed io facevamo il bagno nel fiume. Pasolini veniva spesso in bicicletta. Lui era sempre a scrivere, in mezzo un mucchio di documenti sottobraccio. Lui era un appassionato della vita sottoproletaria romana, e del nostro modo di parlare il dialetto romanesco, si divertiva parecchio. "Sono uno scrittore" ci disse, "voi potresti aiutarmi". Così iniziammo a frequentarci molto spesso, e contrariamente di quanto si pensi, eravamo noi a offrire il pranzo; Pasolini non aveva un lira. Gli facemmo conoscere gli ambienti più arretrati, quelli che gli stavano a cuore. Diventammo inseparabili per anni, collaborando nelle cose che lui scriveva; io partecipava nei dialoghi in dialetto. Aiutammo Pasolini a scrivere alcuni romanzi, "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta" (di quest'ultimo si fece il film che io stesso recitai insieme a Serena Vergano, con la quale ho vissuto quattro anni).






