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«Teorema è la tragedia di una famiglia dell’alta borghesia milanese, abituata a una vita tranquilla e priva di particolari problemi. Un giorno, senza che importi quando, come o perché, arriva presso di loro un giovane ospite di straordinaria bellezza che riesce ad affascinare tutti i membri della famiglia. Rapidamente, senza troppe analisi, tutti finiscono per cadere tra le sue braccia, come uccelli ipnotizzati da un serpente. Quando decide di andarsene, li lascia smarriti e ciascuno entra in una profonda crisi. La figlia viene ricoverata in una clinica psichiatrica; il figlio, che aveva una certa vocazione per la pittura, comincia a realizzare astrazioni mostruose e assurde; la domestica precipita in una sorta di misticismo delirante, convincendosi di poter compiere miracoli. Mentre la madre perde gli ultimi residui di moralità per abbandonarsi all’erotismo più sfrenato, il padre decide di lasciare tutto e di dirigersi verso il deserto. Qualcosa si è spezzato in quella comunità: l’ospite misterioso ha finito per rivelare il lato sordido, ma profondamente umano, di ciascuno di loro. Era una sorta di amore divino, che non suscitava né gelosia né invidia, ma riportava alla luce i sentimenti più autentici, repressi da un’esistenza fatta di vanità e superficialità. Forse soltanto la domestica, nella sua follia, riesce a salvarsi. E il film si conclude con un grido che simboleggia insieme terrore e speranza, angoscia e sofferenza. Un grido che è anche un interrogativo.»

PASOLINI, Lo scandalo di Teorema: Pasolini sotto accusa, intervista di I. FERNANDES, pubblicata sulla rivista brasiliana «Manchete», 14 dicembre 1968, pp.134-135.

Teorema (1968)

Teorema , Pasolini, cinema, Città Pasolini Archivio

Pier Paolo Pasolini insieme a Silvana Mangano sul set di Teorema (1968)
Angelo Frontoni 
© Museo nazionale del cinema - Torino

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Teorema , Pasolini, cinema, Città Pasolini Archivio
Teorema , Pasolini, cinema, Città Pasolini Archivio

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