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Caro Alfredo,

 

mi chiedi di riassumerti per scritto, e per tua comodità, i criteri che presiedono alla mia realizzazione del Vangelo secondo Matteo.

 

Dal punto di vista religioso, per me, che ho sempre tentato di recuperare al mio laicismo i caratteri della religiosità, valgono due dati ingenuamente ontologici: l’umanità di Cristo è spinta da una tale forza interiore, da una tale irriducibile sete di sapere e di verificare il sapere, senza timore per nessuno scandalo e nessuna contraddizione, che per essa la metafora “divina” è ai limiti della metaforicità, fino a essere idealmente una realtà.

 

Inoltre: per me la bellezza è sempre una “bellezza morale”, ma questa bellezza giunge sempre a noi mediata, attraverso la poesia, o la filosofia, o la pratica; il solo caso di “bellezza morale” non mediata, ma immediata, allo stato puro, io l’ho sperimentata nel Vangelo.

 

Quanto al mio rapporto “artistico” col Vangelo, esso è abbastanza curioso: tu forse sai che, come scrittore nato idealmente dalla Resistenza, come marxista ecc., per tutti gli anni Cinquanta il mio lavoro ideologico è stato verso la razionalità, in polemica con l’irrazionalismo della letteratura decadente (su cui mi ero formato e che tanto amavo). L’idea di fare un film sul Vangelo, e la sua intuizione tecnica, è invece, devo confessarlo, frutto di una furiosa ondata irrazionalistica.

 

Voglio fare pura opera di poesia, rischiando magari i pericoli dell’estetica (Bach e in parte Mozart, come commento musicale, Piero della Francesca e in parte Duccio per l’ispirazione figurativa; in realtà in fondo preistorica ed esotica del mondo arabo, come sfondo e ambiente).

 

Tutto questo rimette pericolosamente in ballo la mia carriera di scrittore, lo so. Ma sarebbe bello che, amando così visceralmente il Cristo di Matteo, temessi poi di rimettere in ballo qualcosa.

 

Tuo

Pier Paolo Pasolini (Al. Cer 1963, 13)

Al. Cer. 1963. Una lettera chiarificatrice dello scrittore al produttore Alfredo Bini, sul Corriere della sera, 21 giugno 1963, p.9.

Sopralluoghi in Palestina  (1964)

Titolo originale: Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo

Paese di produzione: Italia

Anno: 1965

Durata: 55 min

Colore: B/N

Audio: sonoro

Genere: documentario

Regia: Pier Paolo Pasolini

Soggetto: Pier Paolo Pasolini

Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Produttore: Alfredo Bini

Fotografia: Otello MartelliAldo Pinelli

Musiche: Johann Sebastian Bach

Pier Paolo Pasolini durante le riprese di Sopralluoghi in Palestina, Angelo Novi, 1963
Locations
Lavorazione
Letteratura
Pier Paolo Pasolini, Per il cinema, opera omnia, Mondadori

 © 2014 Città Pasolini

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