
Correzioni fatte da Pasolini. Fui antimoderno, sognai Platone. Note di un antico incontro con Pasolini. Intervista di Giacomo Carioti (direttore responsabile) sulla Rivista Machina, Spettacolo e comunicazione, anno primo-numero, primo-aprile 1977, pp.14-17.
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Roma, 1975) è stato uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano: poeta, scrittore, regista e pensatore critico, capace di attraversare e interrogare in profondità la cultura, la società e le trasformazioni del suo tempo.
Lo scopo principale di Città Pasolini – Archivio è far conoscere la figura e l’opera di Pasolini attraverso la sua produzione artistica e letteraria, ma anche mediante articoli, recensioni e interviste d’epoca, recuperati, trascritti e contestualizzati a fini culturali e didattici dalla curatrice Silvia Martín Gutiérrez.
L’archivio rende consultabile una vasta collezione di documenti storici, recensioni, articoli, critiche e altri materiali dedicati a Pier Paolo Pasolini, con l’obiettivo di diffondere contenuti accurati e storicamente rilevanti.
Particolare attenzione è riservata alla fotografia, per la quale risulta fondamentale una catalogazione accurata e sistematica delle immagini legate alla vita e alla carriera di Pasolini, al fine di preservare e valorizzare il suo lascito artistico e intellettuale. Città Pasolini non è soltanto un archivio digitale, ma aspira a diventare uno spazio di condivisione dei materiali pasoliniani e un luogo di confronto aperto a studiosi, appassionati e lettori curiosi.
L’archivio offre una pluralità di contenuti dedicati a Pier Paolo Pasolini, dalle opere artistiche alle riflessioni teoriche, proponendosi come piattaforma per l’approfondimento e il dialogo sul suo pensiero e sulla sua eredità culturale.
Città Pasolini è un progetto personale e indipendente, privo di sostegno istituzionale e concepito senza fini di lucro. Il suo obiettivo è preservare e diffondere l’opera di Pier Paolo Pasolini, rendendo accessibile il suo patrimonio culturale a un pubblico ampio e diversificato, in un’ottica di condivisione e valorizzazione non commerciale.
Un archivio creato e gestito da Silvia Martín Gutiérrez
Cineteca di Bologna
Galleria Modernissimo
(ex Sottopasso di Piazza Re Enzo)
dal 30 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026
Il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini viene ucciso all’Idroscalo di Ostia. I notiziari sposano subito l’inverosimile tesi fornita da Pino Pelosi, legittimando un resoconto che attribuiva allo scrittore la responsabilità morale del proprio omicidio. Si ricorre al titolo del suo romanzo, Una vita violenta, per tentare di seppellire sotto l’infamia la memoria dell’artista che aveva sempre, meglio di ogni altro, analizzato il degrado della società italiana. Nei decenni successivi, invece, Pasolini è diventato un mito, non è caduto nell’oblio e anzi ha continuato a ispirare artisti di ogni genere e latitudine. Sono passati cinquant’anni, e se ancora la verità sul delitto non è stata scritta, molto possiamo ancora conoscere di quello che Pasolini ha scritto, detto e fatto nell’ultimo mese della sua vita. Attraverso documenti, carte, articoli, appunti, eventi a cui ha partecipato, la mostra ricostruisce la cronistoria delle settimane che precedettero la morte del poeta-regista. Una cesura della storia d’Italia mai davvero ricomposta.














