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Pier Paolo Pasolini e Totò sul set di 'L’aigle', episodio poi tagliato di 'Uccellacci e uccellini' (1966) Angelo Novi © Cineteca di Bologna

Dopo averlo tagliato, era incomprensibile e quindi l'ho asportato del tutto. Non voglio produrre qualcosa di ermetico, qualcosa che sia inaccessibile al pubblico, perché il pubblico non è esterno al film: è interno ad esso, come la rima. Ciò che ha deciso la questione per me è stato Totò. In questo episodio è un piccolo borghese che insegna a un'aquila come diventare piccolo borghese, ma finisce per diventare lui stesso un'aquila: il piccolo borghese razionalista, conformista, colto finisce per farsi prendere dall'aquila e volare via, cioè la religione vince oltre il razionalismo, il conformismo e l'educazione. Ma questo non ha funzionato perché Totò non è un piccolo borghese. La sua vera personalità è emersa e quindi c'era qualcosa di sbagliato nell'intero episodio, anche se superficialmente poteva sembrare a posto. Totò semplicemente non era un piccolo borghese che andava in giro e insegnava le buone maniere ad altre persone.

Pasolini on Pasolini: interviews with Oswald Stack, interviste registrate nel 1968, Bloomington: Indiana University Press, 1969. 

L'aigle ovvero Totò al circo, scena tagliata da Uccellacci e uccellini

Accanto a "Uccellacci e uccellini" Pasolini gira anche l'episodio Totò al circo (o anche L'Aquila) poi non utilizzato nel montaggio definitivo e quindi destinato a restare inedito. Si tratta di un breve film che, preso da solo, per la sua schematicità ed anche per alcuni eccessivi compiacimenti nella recitazione di di Davoli, può risultare "minore", mentre è invece fondamentale per comprendere meglio, l'apologo di Frate Ciccillo, di cui costituisce l'evidente compendio.

 

Protagonista dell'episodio (anch'esso un aneddoto che avrebbe dovuto essere raccontato dal corvo) è un domatore francese, interpretato da Totò chiamato Monsieur Cournot (in onore del critico de Le Nouvel Observateur, che aveva stroncato il Vangelo secondo Matteo). Razionalista e manicheo, il domatore è convinto che sia possibile ammaestrare qualsiasi animale, dunque anche una bellissima aquila reale a cui cerca di imporre, inizialmente con pazienza e garbo raffinato, il modello del pensiero razionalista francese. L'aquila naturalmente, è refrattaria ad ogni insegnamento e questa indisponibilità fa perdere la testa a Cournot: tigri, leoni, serpenti e anche uno spaurito assistente umano, interpretato da Davoli.

 

Tutti parlano perfettamente la lingua del domatore e si comportano secondo le buone regole della borghesia parigina. L'aquila però non recede dal suo comportamento e, per la rabbia, Cournot rischia l'infarto. Il paziente Ninetto scongiura allora l'animale di accontentare il suo padrone, e a quella preghiera l'aquila si intenerisce, confessando di non poter rispondere alle richieste di Cournot perché deve pregare. Alla inattesa rivelazione, il domatore cambia metodo e comincia a leggere all'aquila, mellifluamente, lunghi testi di Pascal, ma ancora senza risultato. E' la sconfitta totale. Demoralizzato, Cournot si appollaia su un trespolo posto di fronte all'aquila e inizia lui a imitarne i gesti. Infine, si reca su una montagna e spicca il volo verso il cielo.

Tratto dal libro "Pier Paolo Pasolini" di Piero Spila, Gremese Editore

Totò al circo, episodio scartato Uccellacci e uccellini, pasolini, cinema, archivio città Pasolini
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