Rifacimento, una poesia di Pier Paolo Pasolini dedicata a Maria Callas, pubblicata per la prima volta in «Nuovi Argomenti» 1970 poi nella raccolta Trasumanar e organizzar.
- Città Pasolini

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Rifacimento
Espressa, da capo a piedi,
eretta, con la paura che una donna deve avere
e le giuste speranze;
titubante e certa,
calcolatrice e scoperta fino ai precordi,
uccellino con potente voce d’aquila
e aquila tremante —
alleata di quel cielo —
parte di un cosmo vellico —
da te si diparte la Donna
che scende all’inferno
e in un giorno di pioggia con la luna nuova —
canta in voce come una giovinetta assetata d’incruente
stragi —
vada, vada quella Donna in quei Regni;
ciò non ti riguarda.
Vi troverà l’altra Donna, s’è possibile ancora più adulta,
fattucchiera maledetta, dragone abitatore di cliniche,
e ne proverà giusta paura e giusta rabbia;
ma ritorni poi alla terra, e portando teco quell’odor
d’oltretomba,
canti arie composte da Verdi e divenute rosse del sangue
la cui esperienza (che non ne pronuncia la parola)
insegna la dolcezza, la vera dolcezza.
Tutto questo va bene, Parigi è piena dell’esperienza
di queste cose;
e tanto meglio se si tratta di una ragazza semplice
divenuta regina;
va bene, e conta fino a un certo punto, e per le anime
in pena
ciò che conta è lui, il Padre, sì, lui:
lo dice uno che non lo conosce,
non ne sa nulla, non lo ha mai visto,
non gli ha mai parlato, non l’ha mai ascoltato,
non l’ha mai amato, non sa chi è, non sa se c’è —
Tu sorridendo a me sorridi a lui!
Ma io non ho mai potuto essere lui, perché non lo
conosco,
te lo giuro, Maria, non ne ho la minima esperienza;
e per te è così naturale!
I pensieri peccaminosi su di lui sono giustamente
dissociati;
la sua idealizzazione ha forme benedette
anche se a te sembrano speciali e possono farti in
pratica soffrire;
dev’essere adulto, evidentemente;
e tu ne sfiori con l’occhio o il pensiero il sesso maturo;
ma che cos’è tutto ciò?
Eh sì, sono i fratelli che lo pretendono,
che ti tengono lì, eretta sul busto,
o ripiegata dal dolore del canto che canti
contro un cielo parigino dipinto da chi lo sapeva
e con tale sapienza se n’è andato, stanco della Verità —
per me quel vuoto nel cosmo ci sarà sempre
quel vuoto nel cosmo ci sarà sempre
e il mio corpo è attratto dal pieno
dove già ciò che regna è la morte
(con canti di poveri e campane)
La Città mi è estranea;
essa sorge sul vuoto;
il tuo destino è stato diverso
e condotta per mano da Lui, tu l’hai fatta tua;
nulla ti divide da essa, grande fanciulla.
P.P. PASOLINI, Rifacimento, poesia dedicata a Maria Callas, da La città santa, in Trasumanar e organizzar, 1971, pubblicata per la prima volta in «Nuovi Argomenti», ottobre-dicembre 1970, ora in TP II, pp.192-193.


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