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Alcune pagine inedite di Pier Paolo Pasolini: ยซLa mia eterna adolescenza รจ lieta malattiaยป, su ยซIl Corriere della Seraยป, domenica 3 ottobre 1980, p.3.

  • Immagine del redattore: Cittร  Pasolini
    Cittร  Pasolini
  • 25 set 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Pier Paolo Pasolini in uno scatto degli anni Cinquanta ยฉ Col. A.IMAGES

In maggio tutte le sere andai a Rosario: furono momenti soavissimi. La chiesa spopolata, le rare candele, il pavimento che esalava fantasmi primaverili e il canto nudo delle litanie che un po' alla volta mi stordiva. Appoggiati alla porta, o presso il fonte battesimale o diritti in piedi, intorno a me cantavano coloro per cui ero entrato in chiesa. Nella notte ormai tiepida, corrotti dalla distanza giungevano concerti di trombe e fisarmoniche, erano Milio, Gigi, Rino, che tentavano i loro strumenti appoggiati chissร , a un salice, seduti contro un paracarro.


La mia educazione non fu precisamente cattolica. Mio padre, ufficiale, era alquanto indifferente alla religione benchรฉ ci conducesse a messa tutte le domeniche: egli viveva e non vive di queste cose. Anch'egli come me (ma attraverso che diversi cammini!) ha ridotto la sua esistenza a se stessa. In lui coesistono, รจ vero, sovrastrutture, e ci crede: l'onore, la nazione, la pratica ecc. Mia madre, anch'essa รจ troppo nativa, ingenua. Naturalmente non puรฒ non credere: perรฒ la sua cultura, la sua fantasia le hanno fornito un'infinitร  di dubbi; senza che se ne rendesse conto la sua รจ diventata una religione naturale. Ma spirava un'aria cattolica nella mia casa; un'aria morale e spirituale, questo sรฌ. Ed elevatissima, non per nulla mio fratello รจ morto a neanche vent'anni offrendo la sua vita per un'ideale di libertร .


Fino ai quindici anni io credetti in Dio con l'intransigenza dei ragazzi; l'adolescenza aumentava la rigiditร  e la serietร  della mia falsa fede. Caratteristica era la mia devozione alla Madonna. Mi procuravo finte effusioni di sentimento religioso (tanto che varie volte mi convinsi di vedere le immagini della Madonna muoversi o sorridere)... alla sera prima di dormire, facevo penitenza dei peccati che ancora oggi avrei vergogna di confessare; recitavo centinaia di avemaria. รˆ strano ma non ricordo come quella fede si dissolvesse. In questi ultimi anni talvolta mi sono riavvicinato alla religione; dapprima per una specie di coscienza storica, per cui mi sonorovato cristiano e cattolico. Poi, per un'esperienza di assoluta solitudine che aveva straordinariamente assottigliato la mia vita spirituale: quando trovai il nome ยซmisticoยป per questo mio stato di interiorizzazione, incominciai ad attendere la Grazia, cioรจ la possibilitร  di concepire l'Altro, Dio. Ma in ambedue i casi agivo piรน per quel meccanismo che si forma dal nostro divenire, dal susseguirsi delle nostre momentanee illusioni. Solo nel vedere T. malato, pensai inesorabilmente alla presenza di Dio.


Non ho mai conosciuto degli scettici piรน coerenti dei contadini anziani; essi rompono volontariamente quella forma di dignitร  che รจ il loro scetticismo solo in nome di due abitudini quasi passionali: la Chiesa e il vino... A quindici anni sono degli incantevoli idoli, adorni di pudori, di tenerezze, di vivacitร  che non si possono dire, a diciotto la grazia prominente (ma senza futuro) che li assetava di vita si รจ giร  immobilizzata, e la loro commovente timidezza ha assunto tinte piรน scure e monotone; resta loro da appagare la curiositร  della carne e questo li rende ancora vulnerabili, cioรจ appassionati, ma a ventโ€™anni il gioco รจ fatto.


Vivevo in un continuo rischio di perdere la vita; per vari mesi anzi ero certo che uscire vivo da quell'inferno non era che una speranza assurda. Questo mi dava un continuo senso del mio cadavere, cosa che certo non agiva beneficamente nello svolgersi della mia vita interiore, che si era quasi paralizzata. รˆ in questo tempo che ebbi il senso di quel ยซlimiteยป oltre il quale c'era non piรน io, ma un altro. Tale fu la mia vera crisi religiosa (non giร  quella ingenuamente pascoliana ed estetica del '43) che indusse ad intendere hic et nunc che in questi mesi senza conoscerlo avevo recuperato il significato della parola ยซmisticoยป.


Questo sarร  compreso meglio se si tiene conto della reale solitudine in cui vivevo poichรฉ i miei pensieri non potevano essere una risoluzione qualsiasi si ammassavano, si annullano l'uno dentro l'altro formando una specie di humus dove io perdevo il sentimento del reale che รจ misura e rassicurazione (e anche ipocrisia). Passavo delle ore fronte a una foglia o a un tronco per capirlo, cioรจ per valicare il limite e natura dove io terminavo e cominciava l'altro; la foglia, il tronco. Non pensavo direttamente a Dio, ma all'altro, cosa piรน importante per me. Con la scoperta di questa nuova dimensione finii per credere al miracolo e alla profezia.



A ventun'anni il mio aspetto continua ad essere quello di un adolescente, se la mia eterna adolescenza รจ una malattia, รจ invero una malattia assai lieta. Il lato odioso di essa รจ il suo rovescio, cioรจ la mia contemporanea vecchiaia. In altri termini l'aviditร  con cui, in qualitร  di giovanetto, divoro le ore dedicate alla mia esistenza cosรฌ che portandomi dietro tutto il mio tenero e lucente bagaglio di gioventรน sono entrato in uno stadio di precoce esperienza e quindi di indifferenza che distrugge se stessa e la vita; l'esperienza mi dร  una specie di morte: e io, in effetti, sono assai giovane.


Siamo nel 1947: era questo dunque lโ€™anno in cui la natura avrebbe perso per me il suo valore. Adesso sono seduto sul greto del Tagliamento per lโ€™ennesima volta; ecco le vene di sabbia lungo le interminabili prospettive di ghiaia, che, risalendo contro un orizzonte tinto dโ€™un azzurro torbido, vanno a lambire il cielo. Ecco qui, intorno a me, la proda con la sua erba stecchita; la sua polvere, i suoi pioppi... Tutto questo non รจ sufficientemente misterioso per sedurmi ancora... Il turbamento dovuto ai suoni domenicali delle campane che fluttuando dai diversi campanili che si ergono qua e lร  per un raggio di vari chilometri intorno al fiume vengono a echeggiare nellโ€™immenso greto dove stagna la massa accecante del sole - quel turbamento รจ semplice nozione -: non me ne curo che per notarlo. Ecco dunque che dopo tante ambizioni e aspirazioni di assoluto, mi sento divenire nullโ€™altro che un ยซcasoยป: la gloria che io dovevo edificare sopra unโ€™immagine tanto serena di me stesso, si arena in questo fiume di pietre...


Caro lettore, mi ritrovo nellโ€™ottobre del โ€™47, ormai privo di impedimenti, addirittura pagano... Non รจ vero; io piรน che laico, irreligioso, sono continuamente occupato da una mia interminabile crisi religiosa. Ho finito di scrivere da pochi giorni lโ€™ultimo settore di un mio libro di versi, settore che si intitola ยซUnโ€™animaยป: dico agli Angeli che mi lascino esser lasciato in pace, che voglio essere il reo impunito e recidivo, che lโ€™intervento del Dio che li invia (spazio bianco) e quindi se proprio mi vuole si faccia temere in me non nei suoi innocenti; che se mi ha dato tante doti di entusiasmo, di credulitร , di intransigenza, ebbene che mi sorprenda ora con esse; che lโ€™unica cosa che temo effettivamente (perchรฉ la mia unica attenzione รจ altrove che in Lui) รจ che quando la giovinezza e il candore presenti non esisteranno piรน in me, io perda le fila della gioia, e si scateni in me il mio fantasma, il mio automa; allora nella mia, in questa vita, si avrebbe per me il Dies Irae e io impetrerei da Dio solo i miei giorni, il mio passato. Tutto questo รจ stato scritto ad ogni modo a un solo fine: quello di ottenere unโ€™autorizzazione. Io chiedevo a Dio di autorizzarmi a peccare! Sarebbe unโ€™ingenuitร  mostruosa, se non fosse cosรฌ umano. Io sono stanco di essere cosรฌ intoccabilmente eccezione, exlege: va bene, la mia libertร  lโ€™ho trovata, so qual รจ e dovโ€™รจ; lo so, si puรฒ dire dallโ€™etร  di quindici anni, ma anche prima... Nello sviluppo del mio individuo, della diversitร , sono stato precocissimo; e non mi รจ successo, come a Gide, di gridare dโ€™un tratto ยซSono diverso dagli altriยป con angoscia inaspettata; io lโ€™ho sempre saputo. Lโ€™Autoritร  la cerco adesso, forse, o almeno, per ora, unโ€™autorizzazione.


Quanto a Dio dovrebbe essere logico, dovrebbe spiegarmi tutto; รจ chiaro che ormai solo nel caso che io fossi tutto spiegato a me stesso cesserei di interessarmi, forse. La possibilitร  di questa spiegazione รจ fuori di me; che fatica devo fare per pensarci! Preferisco rinunciare a spiegarmi, e continuare a interessarmi; ricado cosรฌ nella tremenda orizzontalitร  della vita di chi risolve gli innumerevoli fatti della vita, non fuori, ma dentro la vita, magari nellโ€™incanto di una ยซforma diversaยป o, insomma, nel ritmo della mia vita che si fa leggenda. Metto dunque tutto a tacere, sono passato, dopo una breve visita al Calvario, dallโ€™orto dellโ€™infamia al giardino di Alcina e mi ci trovo bene.


Alcune pagine inedite di Pier Paolo Pasolini: gli anni di crisi e di fantasia in Friuli ยซLa mia eterna adolescenza รจ lieta malattiaยป, su ยซIl Corriere della Seraยป, domenica 3 ottobre 1980, p.3.

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