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Dal 6 all'11 ottobre, il Teatro di Documenti di Roma ospita “La colpa di avere ragione. Francesco d’Assisi e Pier Paolo Pasolini. Una profezia inascoltata” , per la regia di Alessandro Sena.

12 ore fa
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La seconda è la storia del discorso agli uccelli di San Francesco: in altre parole, il problema della posizione che deve assumere la Chiesa nei confronti delle classi sociali.


Il terzo racconto è molto misterioso... non so ancora bene cosa significhi. Ci sono un padre e un figlio — che rappresentano l’umanità — che camminano, camminano per le strade di una periferia infinita. Arriva un corvo. Questo corvo è la coscienza morale e ideologica che parla e spiega ogni cosa. A un certo punto, il padre e il figlio acciuffano il corvo, lo mangiano e continuano la loro strada.


P.P. PASOLINI, Le cinéma selon Pasolini, di B. Bertolucci e J.L. Comolli, su «Cahiers du cinéma», Parigi, n.169, agosto 1965, ora in PC II, p.2907.



Segnaliamo ai lettori di Città Pasolini un appuntamento teatrale che riprende un nodo centrale della riflessione pasoliniana: il legame profondo tra l'eresia evangelica di Francesco d'Assisi e lo sguardo corsaro del poeta.


Dal 6 all'11 ottobre, il Teatro di Documenti di Roma ospita “La colpa di avere ragione. Francesco d’Assisi e Pier Paolo Pasolini. Una profezia inascoltata” , per la regia di Alessandro Sena e testo di Aldo Tei.


Cosa accomuna Francesco di Assisi e Pier Paolo Pasolini, due figure apparentemente lontane nel tempo, ma unite dalla stessa ostinata fedeltà alla verità e dalla medesima sorte di profeti inascoltati?


Da questa suggestione prende vita lo spettacolo teatrale " LA COLPA DI AVERE RAGIONE”, tratto dal testo di Aldo Tei con l’adattamento e la regia di Alessandro Sena. Un’opera che mette in scena un processo immaginario a Francesco di Assisi e Pier Paolo Pasolini, nel quale il pubblico viene chiamato a trasformarsi in una giuria interpellata per esprimere un giudizio non sugli uomini, ma sulla loro eredità morale e spirituale.


In questo singolare tribunale, Sena costruisce uno spettacolo che offre non solo una visione biografica dei due protagonisti, ma soprattutto una occasione di riflessione sul mondo contemporaneo. Un’opera intensa, emozionante e provocatoria, che invita ciascuno di noi ad interrogarsi sul proprio ruolo nel mondo e pone una domanda che risuona con forza ancora oggi: una missione fallisce davvero quando non cambia il mondo o quando il mondo sceglie di non cambiare?


Ci sembra un'occasione importante di discussione e di memoria.


L'appuntamento è in via Nicola Zabaglia 42, a Roma.






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