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Pier Paolo Pasolini e Anna Magnani a Venezia per 'Mamma Roma' (1962)


Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani durante l'incontro con la stampa nel Festival di Venezia (1962) ABC © Riproduzione riservata


Venezia, 1 settembre


Per la prima de Mamma Roma, una giornata tutta per la Magnani e per Pasolini; l'attrice ha fatto messe di affettuose manifestazioni culminate col suo ingresso al Palazzo del cinema in un tripudio di applausi tra luminarie, e flashes, e lei a rispondere con un grande agitar di mani e invio di baci; per il regista, invece, le campane hanno avuto suoni diversi.


Pasolini è uno di quegli autori che o si esaltano o si condannano. Niente vie di mezzo; e ieri si è cominciato con una conferenza stampa. Lo scrittore ha narrato la storia della nascita del suo ultimo film e si è dovuto difendere da alcune insidiose domande sull'assunto dell'opera. Dopo un duello a botta e risposta, un giornalista gli ha chiesto: «Ma a lei il suo film è piaciuto?». Tra risate Pasolini ha puntualizzato: «Le risponderò quando lei avrà scritto il suo articolo». È seccato dall'ennesimo intervento dello interlocutore il quale si augurava di trovare nei prossimi film di Pasolini recitati in romanesco delle didascalie in comprensibile italiano, lo scrittore ha detto che il gergo di Roma fra cento anni troverà il punto di fusione con quello di Firenze e assurgerà quindi a linguaggio nazionale. «Ah no, questo no», ha allora protestato vigorosamente una voce anonima. E su un'ultima risata si è chiusa la conferenza.


Intanto fuori sui muri erano stati afflissi i manifesti i quali in sostanza dicono con parole realistiche che «gli angeli del male» non possono influenzare la cultura italiana. I manifesti dovuti a una nota associazione politica si dichiarano «esenti da aggravio fiscale». Chiamavano essi in causa a Pasolini o addirittura tutta la Mostra per il carattere dei film apparsi in questa prima settimana?


Una colazione al campo di golf degli Alberoni ha riunito successivamente attorno ad Anna Magnani alcuni ammiratori, giornalisti e scrittori. L'attrice, che è giunta al convegno con un¡ora di ritardo caricando la responsabilità sul motoscafista che aveva smarrito...la strada, ha dovuto posare davanti ai fotografi per un'altra ora sui verdi prati all'ombra di secolari alberi prospicienti la laguna, con i suoi giovani colleghi Franco Citti e Garofalo: e finalmente si è seduta a tavola al fianco di Ungaretti che l'ha accolta con un fil di voce: «Figlia mia, mi vuoi far morir digiuno».


In questi stessi campi di golf l'anno scorso, durante una riunione per la prima di Accattone, è nata l'idea di Mamma Roma. Durante la colazione di ieri, in attesa della prima di Mamma Roma, Pasolini ha rivelato che il personaggio che darà vita alla sua prossima fatica cinematografica sarà un santo: una santo medievale riconquistato da una vita dissoluta attraverso un raptus mistico. E Ungaretti, gustando un prelibato bocconcino di baccalà, ha sorriso: «È proprio vero che tutti i salmi finiscono in gloria».


Per la serata al Palazzo, grande concorso di folla e di eleganze. Scomparse le mantelline e le cappe di visone, hanno fatto la loro apparizione mantelline e cappe di cincillà. La Magnani, festeggiatissima, vestiva un semplice abitino nero che era niente più che decoroso. Polemici i cincillà e polemico il vestitino? C'è chi ha voluto mettere il punto anche su questa piccola e innocua malignità.


Enzo Duse. Attesa a lungo per la Mangani che su era persa in laguna. Ciò che dice Pasolini. Le battute di Ungaretti. Mantelline e cappe di cincillà. Il Corriere della Sera, 1-2 settembre 1962, p.5.


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