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A 50 anni dalla realizzazione della "Medea" di Pier Paolo Pasolini a Grado, ricordiamo anc


Il regista dissidente tra la mamma e la Callas

Pasolini presenta "Porcile" nell'isola dove ha girato "Medea"

Grado, 30 agosto 1969

È toccato a Grado, isola "borghese" e sotto certi aspetti legata ancora a una tradizione Asburgica, il ruolo di contraltare alla Mostra di Venezia, la più celebrata della cinematografia europea. Qui, forse, sono nati i germi di una scissione che potrebbe ripetersi in avvenire.

Pier Paolo Pasolini ha dunque presentato il suo "Porcile" a Grado, un'isola che sta diventando un po' il suo feudo artistico e "studio" in Adriatico per la realizzazione e la presentazione delle sue opere. Infatti, mentre si presenta "Porcile", si tiene un occhio su "Medea", buona parte della quale è stata realizzata qui, fra le isole di questa laguna una delle quali, chiamata il "Safon" appartiene allo stesso Pasolini, donatogli dalla municipalità locale. "Complice" simpaticissimo in questo originale programma, il pittore e professore d'arte Giuseppe Zigaina.

Pasolini voleva completamente snobbare Venezia: lo prova il fatto che ha fatto assistere all'odierna presentazione "Porcile" anche Maria Callas, personaggio che "fa notizia" in qualsiasi parte del mondo si trovi. Infatti "la brava Maria", come la chiama il regista, è giunta ieri sera all'aeroporto di Ronchi da Parigi per dare a questa "prima assoluta" un rilievo ancor più notevole. Si è presentata a fianco di Pasolini, il suo primo regista cinematografico, in un completo azzurro, capelli a cosa di cavallo trattenuti da un fiocco blu scuro. Era sorridente e serena, non sembrava più la donna nervosa e irritabile vista durante la più recente lavorazione di " Medea".

C'era una folla di giornalisti arrivati da Venezia su un pullman zeppo o con autovetture personali. Tutti in morbosa attesa per questa misteriosa pellicola. Finalmente buio in sale e "Porcile" si è svelato agli occhi attentissimi degli spettatori.

Al termine della proiezione Pasolini ha parlato lungamente della sua "creatura":

"Porcile" - ha detto ancora Pasolini - vuole essere una protesta contro la cultura di massa, per cui un autore impegnato deve creare prodotti più difficili da consumare.

Nessun cenno, invece, a un tentativo di contestazione avvenuto prima della proiezione. Il "Fronte d'azione studentesca" del centro "Ordine Nuovo" di Udine, come si firmano gli autori del messaggio, aveva fatto distribuire alcuni fogli ciclostilati contenenti una serie di critiche e anche qualche insulto al regista.


Dopo tante polemiche è venuta una simpatica colazione con Pasolini, la Callas e Ninetto Davoli, uno degli interpreti del film, offerta in un ristorante del luogo. Molto euforica la mamma Susanna Colussi. soddisfatta della luminosa giornata del figlio. Maria Callas ha detto di "Porcile": È l'espressione più poetica di un periodo di violenza che la cinematografia mondiale abbia mai fornito.

Testo: I.Soncini © La Stampa

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