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Pasolini: Un'altra visione del mondo

Aggiornato il: 27 dic 2019



20.12.1968


Difficile condurre un'intervista con Pasolini. Da qualche tempo evita i giornalisti, che nel migliore dei casi giudica immaturi di fronte alla sua arte. Non riuscendo perciò a farlo parlare del suo lavoro teatrale. È troppo presto perché si possa discutere di Orgia: è meglio che i giornali stiano lontani dal teatro e lascino giudicare dal "mio pubblico", lo abbiamo pregato parlarci del tanto discusso Teorema.


Sul film è stato detto e scritto molto. Ho saputo che il Pubblico Ministero aveva richiesto che la pellicola fosse bruciata, come si è soliti fare per i film pornografici. Per chi ancora non lo avesse scoperto, non c'è nessun rapporto fra le mie pellicole e certa produzione, che io tra l'altro non vado a vedere perché mi da soltanto fastidio. Per quello che ne ho sentito dire, sono film soprattutto stupidi.


Con una punta polemica, lo scrittore ha proseguito:


In Italia hanno processato il mio film. In altri Paesi si mette in discussione il cosiddetto codice morale tradizionale. Naturalmente non sono favorevole a certi eccessi, ma ritengo che tutti possano comportarsi come vogliono nella loro vita privata. Allo steso modo ad un artista deve essere concesso, nel limite del lecito, di esprimere la propria arte nel modo e nella forma che crede più congeniale.


Teorema non è un film osceno e Pasolini ha vinto la sua battaglia.


Qualche anno fa forse la vicenda processuale si sarebbe conclusa diversamente. Questa sentenza riflette un'evoluzione in atto nella nostra società. Purtroppo si tratta di un'evoluzione lenta, che dimostrerebbe che la società ufficiale oggi è in fase di involuzione. John Kennedy, Giovanni XXIII sono stati spodestati da de Gaulle e dai colonnelli greci. Perciò è ancora prematuro parlare di evoluzione, anche se esistono le premesse perché questo avvenga.


Gli occhi nascosti dai consueti occhiali neri, la pesante camicia di lana, i calzoni di tweed, Pier Paolo Pasolini se ne va. Vorremmo chiedergli ancora molte cose, discutere con lui, ma è impossibile. Gli abbiamo fatto un'ultima domanda: Orgia è un'opera autobiografica?


Non ho voluto parlare di me stesso, ho rappresentato una borghesia in cerca di una soluzione puramente esistenziale alle sue crisi di coscienza. Per me è diverso: prima il misticismo e la cultura poi la ideologia marxista mi hanno condotto ad un'altra visione del mondo.


Intervista con Pier Paolo Pasolini al suo debuto al teatro 20.12.1968 © Francesco Fornari


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