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Pier Paolo Pasolini. "Ab-joy"



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Roma luglio 1966, Pier Paolo Pasolini è protagonista del film d’inchiesta francese ‘Cinéastes de notre temps - Pasolini l’enragé’, diretto da Andrè Fieschi. Nel corso dell’intervista Pasolini espone con estrema naturalezza un concetto chiave per capire tutta la sua produzione artistica; è il momento in cui appare, non senza nostro stupore, l’espressione provenzale ‘Ab-joy’, una rivelazione poetica indispensabile per comprendere fino in fondo la sua opera in tutta la sua grandezza e complessità.

“Le cose vere, sincere, si dicono raramente, forse per caso in un momento d’ispirazione poetica […] Cio è io fin da ragazzo, fin dalla primissima poesia friulana di cui le dicevo fino all’ultima poesia in italiano che ho scritto, ho usato un’espressione della poesia provenzale che è ‘Ab-joy’…Cioè l’usignolo che canta ab-joy, per gioia. Ma ‘joy’ in provenzale ha un senso particolare, di raptus poetico, di esaltazione, di ebrezza poetica. Ora questa espressione ‘Ab-joy’ è l’espressione chiave di tutta la mia produzione”

Pier Paolo Pasolini ‘Cinéastes de notretemps - Pasolinil’enragé’ (1966)


“La ricostruzione di questo libro è affidata al lettore. È lui che deve rimettere insieme i frammenti di un’opera dispersa e incompleta. È lui che deve ricongiungere passi lontani che però si integrano. È lui che deve organizzare i momenti contraddittori ricercandone la sostanziale unitarietà. È lui che deve eliminare le eventuali incoerenze (ossia ricerche o ipotesi abbandonate).

[...]

Mai mi è capitato nei mieilibri, più che in questo di scritti giornalistici, di pretendere dal lettore un così necessario fervore filologico.

Il fervore meno diffuso del momento. Naturalmente, il lettore è rimandato [...] ai testi degli interlocutori con cui polemizzo o a cui con tanta ostinazione replico o rispondo. Inoltre, all’opera che il lettore deve ricostruire, mancano del tutto dei materiali [...] fondamentali. Mi riferisco soprattutto a un gruppo di poesie italo-friulane [...]. Non potevo raccogliere qui quei versi, che non sono «corsari» (o lo sono molto di più).”

Pasolini da ‘Scritti corsari’ Milano, Garzanti (1975)

Come l’usignolo che canta ab-joy, per gioia, noi proponiamo un percorso attraverso i concetti poetici sviluppati da Pasolini nella sua creazione artistica, tutto ciò in un libro che adotta la forma di abecedario con lo scopo di far conoscere e allo stesso tempo di approfondire la poetica pasoliniana, perché è la poesia la chiave fondamentale attraverso la quale rileggere la vasta opera che Pasolini ci ha lasciato . Ogni concetto è corredato da immagini d’archivio rare ed inedite, molte delle quali appartengono all’ArchivioFarabola che conta una notevole varietà di scatti di Pier Paolo Pasolini.

E’ un libro che non ha un tempo lineare, non ha lo scopo di creare un'illusione realistica al lettore attraverso la forma pura. Ci siamo avvicinati alla struttura del vortice in cui la narrazione ha un movimento che obbedisce solo alle leggi che le sono interne. Un libro la cui genesi ad altro non rimanda che a se stessa. Così come la scrittura pasoliniana ha un processo tutto suo, in cui ogni procedimento è oltrepassato da una costante affermazione di consapevolezza, anche questo libro sarà un rifacimento ed una riscrittura in cui mostrare e nominare costantemente i vari modelli pasoliniani senza sceglierne nessuno.

Il risultato vorrebbe essere quello di un libro illimitato e illeggibile come narrativa classica, quindi non riducibile ad un'esperienza di realtà e resistente all'integrazione e alla neutralizzazione nella esperienza stessa della lettura. “Perché sono un'intellettuale, io so”. Poiché all'intellettuale restano la solitudine e l'enfasi con cui cercare un contatto diretto e personale, questo libro forse permetterà di strappare qualcosa di autentico al degrado, senza risolvere contraddizioni, ma eventualmente, esaltandole . Se l'utopia permane come ricordo non cancellato, la propria compromissione va sostenuta e sofferta sino in fondo.

Guido Mazzon e Silvia Martín

Milano – Madrid (2017)

"Pier Paolo Pasolini. Ab-joy" (2018) della editrice Apollo Edizioni


Pier Paolo Pasolini. Ab-joy a Hollywood Party (Radio3. RAI)

Un atterraggio inconsueto sulle pagine di Pasolini attraverso la raccolta Ab-Joy che Silvia Martín e Guido Mazzon hanno realizzato seguendo un criterio dove ogni interconnessione cronologica o tematica è stata fatta saltare per affidare un materiale purissimo alla sensibilità e al background culturale del singolo lettore. Un metodo ricostruttivo, ripreso dagli Scritti Corsari dello stesso Pasolini, che serve da stimolo, arricchimento o rilettura dell’eredità che il poeta friulano ci ha lasciato. Con Alessandro Boschi e Steve Della Casa

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