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Supplica a mia madre. Una poesia di Pier Paolo Pasolini. Poesia in forma di rosa (1964)


Pier Paolo Pasolini con sua madre, Susanna Colussi nel giardino della loro casa romana di via Eufrate 9. Questo scatto è una delle ultime fotografie di Pasolini prima del 2 novembre. Almeno così viene raccolto nel settimanale "Gente" 8 dicembre 1975.

È difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere: è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, ma tu sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita, l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire. Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…


Pier Paolo Pasolini "Supplica a mia madre" in "Poesia in forma di rosa",Garzanti, Milano 1964. Ora in "Tutte le poesie", p.1102.
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