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Torna Maria. Articolo d'epoca su Maria Callas prima della partecipazione nella Medea di Pasolini



Pier Paolo Pasolini con Maria Callas durante le riprese del film "Medea" in Turchia, 1969 © Martio Tursi/Archivio Enrico Appetito/Tutti i diritti riservati

Maria Callas si prepara a debuttare come attrice in un film diretto da Pier Paolo Pasolini: sarà Medea, un personaggio che sembra tagliato su misura per il suo straordinario temperamento drammatico. Così, il famoso soprano torna ora in Italia, dove ha lasciato i ricordi più esaltanti della sua carriera e quelli dolorosi della sua vita privata.


L’ultima stagione alla scala risale al 1961. Da quell'anno, la Callas non ha più rimesso piede nel teatro che è stato testimone dei suoi indimenticabili trionfi. La bella casa di via Buonarroti non esiste più, è scomparsa sotto i denti della ruspa. Gli amici di un tempo, che le sono rimasti fedeli, l’hanno perduta di vista. Gian Battista Meneghini, dal quale vive separata da quasi dieci anni, si è ritirato nella villa di Sirmione e ha rinunciato alla speranza di riavere un giorno la “sua” Maria. Ma la cantante, in questi anni, è tornata spesso a Milano, e l’occasione le è stata fornita dalla necessità di rinnovare il guardaroba personale. Si serve sempre da Biki, la grade sarta che l’aiutata a farsi uno stile, suggerendole una linea nuova, da gran signora della haute internazionale. Sono brevi soggiorni nella Milano che la Callas ha tanto amato, e in genere passano inosservati.


Adesso la cantante torna in Italia con un’insolita eccitazione, perché l’offerta di Pasolini la incuriosisce e l’attira. Non si è mai cimentata nel cinema e in un primo tempo riteneva che questa forma di spettacolo non le fosse congeniale. Ma il regista di Teorema e del Vangelo secondo Matteo è riuscito a convincerla, anche perché personaggi anticonformisti e pronti alla lotta come Pasolini riescono simpatici alla Callas, che in tutta la sua vita non ha fatto altro che lottare.


Quasi ogni giorno Pasolini telefona alla Callas per chiarire e mettere a punto i termini dell’eccezionale collaborazione. Dal canto suo, la cantante si è messa a studiare con impegno, riscoprendo il piacere del lavoro. Tre ore al giorno sono riservate agli esercizi vocali, all’ascolto dei dischi (le incisioni del periodo d’oro sono esaminate attentamente e nel massimo silenzio), poi vengono le lezioni di recitazione. Da quando si è abituata ad amministrate da sola la sua popolarità, maria Callas vuole prendere visione personalmente delle proposte dei contratti, delle vendite dei dischi (che le fruttano mezzo milione di franchi all’anno, pari a circa 62 milioni di lire). Oggi, la sua quotazione per una serata non è inferiore ai 3 milioni e mezzo di lire, e il tratto che ha fatto per Medea è stato definito come “astronomico”.





È bastato che la Callas facesse sapere in giro, nell'ambiente, che aveva intenzione di tornare a cantare, perché si scatenasse una vera e propria battaglia fra gli impresari. Per il momento ha vinto Lawrence Kelly, direttore della Civic Opera di Dallas, il quale si è assicurato la partecipazione del soprano nella “Messa da requiem” di Verdi per il 26 e 29 novembre. Adesso si parla del ritorno della Callas all'Opera di Parigi, dove ha già interpretato la “Norma” e la “Tosca”: avrà luogo entro il 1970 con la “Traviata”, che sarà diretta da Luchino Visconti. Questi appuntamenti con il pubblico sono attesi con un enorme interesse, perché non soltanto confermano che il mondo della lirica non ha perduto una delle sue interpreti più prestigiose, ma segnano la vittoria morale di una donna.


Da quasi dieci anni, Maria Callas ha interrotto la sua formidabile carriera e si è chiusa nel silenzio. Da allora è comparsa sulle scene solo saltuariamente: l’ultima apparizione in pubblico è avvenuta nel 1965, a Londra, quando cantò “Tosca” con la regia di Franco Zeffirelli alla presenza della regina Elisabetta d’Inghilterra. È vissuta quasi sempre a Parigi, viaggiando moltissimo in compagnia di Aristotele Onassis, l’uomo che l’aveva convinta di separarsi dal marito. Nove anni di consuetudine affettuosa lasciano un segno nell'esistenza e quando improvvisamente, nell'estate scorsa, si cominciò a parlare di “un colpo di fulmine” fra Jacqueline Kennedy e Onassis, gli amici di Maria pensarono subito alla donna che aveva interrotto una favolosa carriera per seguire il volubile armatore greco. Le nozze-lampo celebrate a Skorpios fra la vedova del presidente americano e il potente armatore calamitarono la curiosità del mondo, ma gli sguardi si appuntarono anche su Parigi. Come avrebbe reagito la Callas?


Piè elegante che mai, Maria Callas si era presentata a una “prima” parigina alla quale era intervenuto tutto il bel mondo, e aveva concluso la serata da Chez Maxim’s, riverita da uno stuolo di cavalieri serventi. Sorrideva, appariva con un’espressione serena e distesa. E al cronista che le aveva chiesto un parere sulla nuova sposa di Onassis, rispose dolcemente: Sono contenta che abbia dato un nonno ai suoi figli. La battuta forse non è autentica, ma sembra del tutto verosimile. Sarebbe d'altronde, l’unico giudizio che Maria Callas avrebbe pronunciato sulla vicenda che tanto la riguardava da vicino.


La dignità con la quale ha saputo affrontare la spiacevole condizione di ripudiata nella quale l’aveva costretta Onassis ha riacceso la solidarita umana e l’interesse del pubblico per l’artista. La Callas ha avvertito questa ondata di calore che cercava d’infonderle coraggio, e non l’ha delusa.


Anzitutto, ha lasciato il lussuoso appartamento attiguo a quello di Onassis, che per tanti anni era stato al centro della vita mondana parigina, e si è trasferita nella zona del Trocadéro, in avenue Georges Mandel, nella casa messa a disposizione dal suo empresario londinense Gorlinsky. Qui ha fatto trasportare i suoi mobili di via Buonarroti e qui vive in compagnia di una coppia di barboncini nani, Djedda e Pixie. Conduce un’esistenza serena e ricca di’interessi che non si limitano soltanto agli impegni di lavoro. La Callas ama frequentare gli amici ed è sempre presente alle “prime” della capitale. Ha una cura particolare della propria eleganza e quasi ogni giorno fa controllare la pettinatura da Alexandre, il parrucchiere delle regine. Un’abitudine alla quale non rinuncia è la passeggiata pomeridiana nella Mercedes 600 blu marine guidata dal fedele maggiordomo italiano, al suo servizio da dieci anni. Meta preferita: il Bois de Boulogne. Talvolta la cantante scende dalla vettura e fa qualche passo a piedi ed ammirare da vicino un albero o una pianta di rose. Poi visita i negozi di Faubourg Saint-Honoré. E la sera, a cena con gli amici. Va spesso al cinema, soprattutto se c’è un film poliziesco.


Adesso, però, ha diradato gli appuntamenti mondani per intensificare la preparazione professionale: Sono tornata a scuola, dice sorridendo agli amici che le telefonano per strapparle la promessa di un incontro. E, in realtà, studia con straordinario impegno, con umiltà. Maria Callas ritorna alla lotta e, come ha sempre fatto, vuole vincere. Ci riuscirà. Chi se n’intende di queste cose dice adesso: È incredibile: ma oggi, chi fa la copertina non è Jackie Onassis ma la Callas.


Torna Maria. Il celebre soprano ha accettato l’offerta di Pasolini per la “Medea” e verrà presto in Italia. Epoca n.973, 18 maggio 1969, pp.128-131
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