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Abbas Kiarostami e Pier Paolo Pasolini . Un regista venuto da lontano.

Aggiornamento: 22 giu


Pier Paolo Pasolini disegnato da Ali Khosravi e dedicato a Laura Betti da Abbas Kiarostami, 1996

Metti un giorno a pranzo, nella trattoria di San Lorenzo “Pommidoro”. Abbas Kiarostami e Laura Betti riuniti dalla cerimonia dei Premi Pier Paolo Pasolini 1994-95, consegnati ieri nell’aula Magna dell’Università degli Studi di Roma, prima della proiezione del film “E la vita continua” del regista iraniano. Al tavolo arriva il gestore del locale e fa vedere un assegno di undicimila lire, conservato dentro una busta di plastica, firmato da Pier Paolo. Laura rammenta le scorribande notturne, nel quartiere, con Pasolini, e il poeta Sandro Penna e la sosta finale ai tavoli della trattoria. Kiarostami ascolta. Dice:


- “Il concetto di cinema poetico è entrato nell’Iran attraverso Pasolini. Le sue opere che amo? “Il vangelo secondo Matteo” e “Uccellacci e uccellini”. Ho visto “Il fiore delle Mille e una notte”. Me ne rammento i colori, l’aura d’Oriente”


Uomo di poche ed essenziali parole, Kirostami è stato quest’anno membro della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. All’osservazione che sono stati i francesi per primi ad apprezzare la sua opera dopo la vittoria del Pardo di bronzo al Festival di Locarno nel 1979 con “Dov’è la cassa dell’amico”, risponde:


- “I francesi hanno scoperto il cinema, ma gli italiani lo hanno tenuto vivo. Ho cominciato a crescere grazie al neorealismo, a De Sica, a Rossellini...”


Kiarostami per ritirare el premio Pasolini si è concesso una pausa nel montaggio del suo nuovo film che ha appena terminato di girare, “Verso l’alba”: la storia di un intellettuale di città, in campagna”.


Giovanni Grassi. Un regista venuto da lontano, dall’Iran a San Lorenzo. Abbas Kiarostami ha ricevuto ieri all’Università il premio Pasolini. Il Corriere della Sera, giovedì 14 dicembre 1995, p.53.

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